Io ho sempre fatto così…

Siamo nel 2017 e sicuramente non serve avere dieci decimi di vista per vedere, per rendersi conto in modo chiaro e netto che le cose, le professioni, le persone, il business sono cambiati, l’intero mondo è cambiato.  Negli ultimi 10-15 anni, ossia un periodo di tempo brevissimo, il mondo ha subito o dato vita ad una serie incredibile di rivoluzioni tecnologiche. La dimostrazione chiara, limpida, inequivocabile è sotto agli occhi di tutti e prende forma ogni giorno in migliaia di esempi concreti.

Per fare qualche esempio, basti pensare ai taxi. Da sempre fare il taxista ha significato investire soldi in una licenza per poter erogare il servizio di trasporto persone. Ebbene solo 8 anni fa è nata l’azienda che ad oggi è considerata l’azienda di taxi più grande al mondo. Questa azienda si chiama Uber è statunitense, opera su tutto il pianeta ed è in continua crescita.

 

Ma come può essere possibile che un azienda in 8 anni diventi la più grande azienda di taxi al mondo ?

Che capitali ci sono dietro ad un’impresa cosi grande?

Come hanno fatto a distribuire taxi per servire praticamente tutto il pianeta ?

Ed infine … ma quanti taxi hanno comprato ?

Ebbene la risposta è tanto paurosa quanto stimolante… Uber possiede 0 taxi di proprietà.

Se cambiamo completamente settore e pensiamo al business delle camere in affitto, nel 2007, solo 10 anni fa, un’azienda di nome airBnB ha visto la luce ed oggi è l’azienda di affitto camera più grande al mondo.  Hai una vaga idea di quante camere da affittare possiede airBnB in giro per il mondo ? Ancora una volta il numero è composto da una sola cifra … zero!

E i più grossi magazzini al mondo ? Pensa che sono cinesi ma non sono magazzini come li abbiamo sempre intesi, non ci sono mattoni, calcestruzzo, cemento armato, scaffali … E’ semplicemente un’azienda di nome Alibaba, fondata nel 1999 che attraverso il commercio elettronico gestisce ormai oltre 30 miliardi di dollari di vendite l’anno eppure non hanno magazzini.

Allo stesso modo potremmo parlare di Facebook, di Google, di migliaia di altre situazioni che ci dimostrano in modo chiaro, concreto indiscutibile che oggi, grazie alla tecnologia, ai computer, ad internet (che solo 26 anni fa non esisteva) viviamo in un mondo molto diverso. Uno dei problemi che vivono molte aziende italiane è che di tutto questo cambiamento, di questi stravolgimenti della società, in molti non si sono proprio accorti o li ignorano o li temono al punto da starne alla larga.

Le nostre imprese artigiane si sono accorte che arrivano meno clienti, hanno capito che alla fine del mese contano meno soldi, sono infastidite che sono entrate sul mercato materiali come per esempio il pvc o per dirla in termini più adeguati la plastica.

Però se li metti di fronte alla necessità di innovare, al bisogno di cominciare ad usare strumenti e tecnologia all’avanguardia, all’utilità di organizzare e gestire in modo adeguato le risorse aziendali (macchinari, materiali, persone) … in troppi casi la risposta è “… ma io ho sempre fatto così”

In fondo è cosi facile sedersi, aspettare che le cose cambino da sole, poi qualcuno adopera addirittura e con grande maestria l’alibi più devastante e condiviso in Italia “eh … c’è la crisi!”.  Come dire … “se c’è la crisi … io cosa posso fare ?”, “Non è colpa mia… è colpa della crisi, è colpa del governo, dei politici, delle scie chimiche”. Di fronte a questo scarico di responsabilità, l’imprenditore si mette l’anima in pace, in fondo lui ha provato a fare tutto ma se c’è la crisi, c’è la crisi quindi non è colpa sua.

Sicuramente è anche convinto che le cose continueranno comunque a funzionare, magari non bene come prima ma comunque a funzionare.Ebbene mi scuso se rischio di risultare impopolare però non è così, mi spiace ma le cose non funzionano cosi.

Ci sono moltissimi esempi di aziende globali e locali che non avremmo mai pensato potessero scomparire eppure per il loro “Io ho sempre fatto cosi” non hanno saputo cogliere le trasformazioni tecnologiche … non hanno saputo innovarsi e oggi non ci sono più

Giusto per fare qualche esempio di aziende globali …

Ti ricordi la Kodak ? una marca potentissima, talmente potente che Kodak significava fotografia e fotografia significa Kodak. Ti ricordi la pubblicità con il mostriciattolo “ciribiribì … Kodak” ?

L’azienda nata nel 1888 che grazie alla tecnologia dei rullini fotografici era entrata nelle case di tutto il mondo, non è stata in grado di aggiornarsi alle novità della tecnologia e nel 2012 è finita in amministrazione controllata.

Oppure Blockbuster, l’azienda nacque del 1985 e nel giro di pochissimo tempo divenne la marca di noleggio di film e videogiochi più conosciuta al mondo. Migliaia di negozi in ogni angolo del pianeta, una potenza assoluta. Purtroppo però non hanno capito e non hanno guardato con occhi lungimiranti ad un fenomeno che si stava diffondendo sempre più, ossia il cablaggio in fibra ottica di tutto il pianeta.

Sotto ai negozi Blockbuster cominciavano a scorrere chilometri e chilometri di cavi che solo alcuni anni dopo avrebbero reso obsoleto il noleggio fisico di cassette a vantaggio dello streaming digitale. Su questa nuova tecnologia sono arrivate nuove aziende capaci di cogliere le nuove opportunità offerte dalle nuove tecnologie come per esempio Netflix, le varie pay per view e di conseguenza nel 2013 Blockbuster ha tirato giù la serranda dell’ultimo negozio per l’ultima volta.

Naturalmente esistono un’infinità di altri esempi sia di aziende globali sia locali dove la frase “Io ho sempre fatto così” è stata la ragione principale del fallimento, della chiusura nonostante il sangue, i sacrifici, la passione riversati nell’azienda. Purtroppo non è la crisi che uccide le aziende, ciò che uccide le aziende è l’incapacità di reagire ai cambiamenti di mercato, che a volte prende il nome tanto amato da molti … crisi.E quindi come si reagisce alla crisi ? Qual’é la bacchetta magica ? Davvero funziona anche nel campo del legno ?

Un’azienda di successo si basava in passato e ancora di più oggi su 2 due punti fondamentali :

1) Innovare.

Oggi siamo in un mercato saturo di ogni cosa, per questa ragione serve creare di continuo nuovi prodotti o nuovi servizi, bisogna testare, sperimentare, costruire con l’obiettivo di essere attraenti agli occhi dei clienti. Basti guardare le automobili, i cellulari … chi vuole competere sul mercato deve essere in continua evoluzione, non c’è spazio per chi dorme, lo spazio sul mercato non viene dato da nessuno, bisogna prenderselo a colpi di innovazione.

Le novità devono uscire rapidamente grazie a strumenti tecnologici sempre più evoluti sempre più flessibili, attraverso processi produttivi sempre più automatizzati che consentano di tenere sotto costante controllo sia i tempi sia i costi.

Oggi in falegnameria non si produco più commesse gigantesche, magari in futuro si tornerà a produrre commesse gigantesche ma oggi non è cosi, oggi serve essere pronti a produrre tante piccole commesse variegate e quindi è per questo che bisogna essere attrezzati.

2) Saper vendere.

Negli anni 70 avere un buon prodotto era sufficiente per vendere ma già con l’arrivo degli anni 80 il solo prodotto non bastava più.Tralasciando per ora l’evoluzione della vendita, possiamo sicuramente dire che nel 2017 avere un buon prodotto non è un motivo sufficiente per riuscire a vendere.Anche se abbiamo il più bel prodotto del mondo, se presentato in un angolino scuro e angusto, pieno di polvere, senza informazioni che ne evidenziano i pregi e i bisogni che può soddisfare, quel prodotto non lo compra nessuno o se qualcuno lo compra, lo può comprare solo a prezzi da cinese.

Purtroppo vendere per il gusto di vendere, con margini molto risicati, è come mettersi in azienda una bomba ad orologeria, perché se non ci sono margini, l’azienda dove trova i soldi per rifinanziarsi, investire in tecnologia/marketing e quindi innovare e attrarre nuovamente clienti ?

 

Questo articolo voleva essere una piccola scossa per far capire che c’è da fare, non è tempo di arrendersi, c’è da fare usando la testa, informandosi, analizzando e ricavando notizie utili per familiarizzare con le nuove tecnologie che possono rendere le nostre aziende più competitive sul mercato e imparare ad usare gli strumenti giusti per dominare le sfide quotidiane. Nei prossimi mesi infatti ci prenderemo cura di 2 aspetti di primaria importanza che aggiungeranno consapevolezza alle nostre scelte imprenditoriali in materia di tecnologia.

Parleremo quindi di Industria 4.0, di come queste nuove pratiche debbano essere applicate dentro la falegnameria al fine di migliorare il processo di interconnessione tra i reparti produttivi e più in generale tra tutti i reparti che formano la falegnameria.Inoltre parleremo di software con l’obiettivo di analizzare e comprendere quelli che sono i parametri, le variabili e le attività che oggi devono essere demandate ad un software quale strumento di controllo dell’azienda al fine di ridurre i costi, gli sprechi e i rischi aziendali pur aumentando la produttività, flessibilità, la versatilità e la capacità di vendita.

Come abbiamo già detto, la frase “io ho sempre fatto così” non ha più senso di esistere e a riprova di questo, cito la frase del noto biologo e naturalista inglese Charles Darwin che a seguito dei suoi studi sull’evoluzione delle specie, capì già nel 1800 che “Non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento”.

E se lo dice Darwin … io non lo sottovaluterei …

Alla prossima con la prima parte di Industria 4.0.